Tuğrul Tanyol, “Gezi Parkı”

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Cinque anni fa scoppiava la protesta per l’abbattimento degli alberi di Gezi Park, l’ultimo spazio verde di Beyoğlu (nella foto, la folla che sfidando il blocco dei trasporti tra le due sponde di Istanbul raggiungeva il parco dalla parte asiatica). Il poeta Tuğrul Tanyol, come tanti altri intellettuali, sosteneva la protesta in modo lirico, così:

Da Tugrul Tanyol, Il vino dei giorni a venire – Poesie scelte 1971-2016, Ladolfi Ed. 2016.

Gezi Parkı

 
ağacın dalı
her şeye rağmen
gökyüzüne uzanır
avuçlamak istermiş gibi
ilk ışığı
onun için
karanlık adam sevmez yeşili

 

ağacın gövdesi seni çağırır
git kucakla onu, göreceksin
bir sevgiliye sarılmak gibidir,
kökleri
sana geçmişi gösterir

 

ormana uzaktan baktığında
o uzak yemyeşil çizgiye
varmak, varamamak arası,
parklar, bahçeler
kentin ara sokakları
ağaçlar insanlarla yaşamaya razı
insanlar değil

 

yerçekimi! ayağını sağlam bas
ağaç çoktan bulmuş
senin arayıp durduğun yeri

 

Gezi Park

 
il ramo dell’albero
malgrado tutto
si distende nel cielo
come a prendere nelle mani
la prima luce
è per questo
che l’uomo oscuro non ama il verde

 

il corpo dell’albero ti chiama
corri ad abbracciarlo, vedrai
è come abbracciare l’amata,
le radici
ti mostrano il passato

 

osservando il bosco da lontano
nell’incerto raggiungere
quella linea verdissima:
parchi, giardini,
vicoli della città
gli alberi amano vivere con gli uomini
gli uomini no

 

gravità! tieni i piedi ben saldi
gli alberi hanno scoperto da tempo
il luogo che tu cerchi ancora

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Cemal Süreya, “Fotografia”

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Cemal Süreya (1931-1990) è una figura fondamentale, un padre della poesia turca del Novecento. I suoi versi sono divenuti così iconici da essere conosciuti da tutti gli amanti della poesia: anche a distanza di mezzo secolo sono freschi e incisivi. La sua è però una semplicità solo apparente… E ve lo dimostro con una poesia breve, “Fotografia” (1984). Questa non è che una bozza (defterpoesiaturca in fondo è un quaderno di traduzioni), e un piccolo anticipo del mio prossimo contributo per la rubrica “Versi” del portale di cultura turca Kaleydoskop.it, che siete invitat* a visitare e seguire. Buona lettura!

 

Fotografia

 

Tre persone alla fermata

L’uomo, la donna, il bambino

 

L’uomo ha le mani in tasca

La donna tiene il bimbo per mano

 

L’uomo è malinconico

Ha la malinconia

Dei canti pieni di malinconia.

 

È bella la donna

Bella come le memorie belle

 

Il bambino

È malinconico come le belle memorie

E bello come i canti pieni di malinconia

 

Fotoğraf

Durakta üç kişi
Adam kadın ve çocuk

Adamın elleri ceplerinde
Kadın çocuğun elini tutmuş

Adam hüzünlü
Hüzünlü şarkılar gibi hüzünlü

Kadın güzel
Güzel anılar gibi güzel

Çocuk
Güzel anılar gibi hüzünlü
Hüzünlü şarkılar gibi güzel

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Haydar Ergülen su kaleydoskop.it

Care e cari, da oggi parte sul portale di cultura turca kaleydoskop.it la mia rubrica di versi turchi… e si inizia in bellezza con Haydar Ergülen, del quale ho tradotto tre poesie dallo splendido libro 40 Şiir ve Bir (“Quaranta poesie e una”) del 1997. Buona lettura! http://kaleydoskop.it/scritture/versi/haydar-ergulen-tre-poesie2/

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Zeynep Köylü, Tre poesie

Cari e care,

tre splendide poesie di Zeynep Köylü (Istanbul 1978) sono disponibili sul giornale online Atelierpoesia.it, ecco il link! http://www.atelierpoesia.it/portal/it/poesia-it-mul/poesia-estera-mul/item/777-zeynep-koeylue-tre-poesie-traduzione-di-nicola-verderame

Buona lettura!zeynep-foto01.JPG

 

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Ülkü Tamer (1937-2018), “Se mi attendevi”

ülkü-tamerUno dei grandi maestri della poesia turca, Ülkü Tamer, è scomparso ieri 1 Aprile 2018 nella sua casa di Bodrum. Ülkü Tamer era nato a Gaziantep nel 1937 e, trasferitosi a Istanbul, nel 1958 era entrato nel Robert College, esordendo nello stesso anno con una poesia pubblicata nella rivista Kaynak. Negli anni Sessanta aveva pubblicato in riviste vicine alla poesia del “Secondo Nuovo” (İkinci Yeni), la grande corrente di rinnovamento della lirica turca. Tuttavia, Tamer aveva sempre mantenuto uno stile proprio, caratterizzato da una lingua semplice e a tratti ironica; usava spesso la rima alternata e versi quasi identici uno di seguito all’altro, cosa che lo distingueva da altri poeti degli stessi anni che invece utilizzavano il verso libero. Traduttore di Shakespeare, Ibsen, T. S. Eliot, aveva pubblicato sette raccolte di poesia e due antologie; alcune sue composizioni erano state musicate dai cantautori Ahmet Kaya e Zülfü Livaneli. Era stato sposato con Tomris Uyar, la scrittrice che avrà una relazione con Cemal Süreya e che farà da collante per l’intero gruppo di poeti del “Secondo Nuovo”. Per ricordare la complessa figura di Ülkü Tamer ho deciso di condividere la mia traduzione di una delle sue più belle poesie d’amore, “Se mi attendevi” (letteralmente: Se mi avevi atteso).

Beni Bekledinse

Sevda değildi bu
Sanki bir düştü
Sürecek diyordum
Sonsuza kadar

Takvim yaprağına
Ayrılık düştü
Aramıza girdi
Bu kara duvar

Beni bekledinse
Yağmurda karda
Beni bekledinse
Deli rüzgarda
Beni bekledinse
Yorgun yıllarda
Susuz yüreğimde
Çiçekler açar

Yüzün ay ışığı vuran bir koydu
Saçların gecede saman yoluydu
İçin güneşlerle dolu doluydu
Önce gözlerine gelirdi bahar

Beni bekledinse
Yağmurda karda
Beni bekledinse
Deli rüzgarda
Beni bekledinse
Yorgun yıllarda
Susuz yüreğimde çiçekler açar
Çorak yüreğimde çiçekler açar

Se mi attendevi

 

Non era amore questo

Era più simile a un sogno

Durerà, mi dicevo

E non avrà fine

 

Sulla pagina del calendario

Erano crollate le separazioni

E tra noi s’era intromesso

Questo nerissimo muro

 

Se mi attendevi

Sotto la pioggia o nella neve

Se mi attendevi

Al folle vento

Se mi attendevi

Negli anni sfiniti

Nel mio cuore pieno di sete

Si schiudevano i fiori

 

Il viso tuo era una baia alla luce della luna

Nella notte avevi i capelli di via lattea

E dentro di te c’era sole e sole

Per prima giungeva ai tuoi occhi la primavera

 

Se mi attendevi

Sotto la pioggia o nella neve

Se mi attendevi

Al folle vento

Se mi attendevi

Negli anni sfiniti

Nel mio cuore assetato sbocciavano fiori

Sbocciavano i fiori in questo cuore inaridito

 

 

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Istanbul, al via il festival della scrittura femminile

28516311_10155745432243558_6340551959574037671_oIn questi giorni si tiene a Istanbul il primo festival della scrittura femminile, organizzato dall’Università Mimar Sinan, dal Consolato svedese e dalla Biblioteca delle Donne. Il programma completo si può trovare qui: http://www.kadinyazisi.com/

Tra gli incontri da segnalare, una tavola rotonda su “Poesia, lingua e sessualità” che vede impagnate le poetesse e ricercatrici turche Gonca Özmen, Nilay Özer, e Anita Sezgener, tra le altre. L’evento si tiene nella splendida cornice della biblioteca delle donne a Fener, sul Corno d’Oro, il 9 Marzo p.v. dalle 15:00.

Da non perdere!

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Selahattin Yolgiden – Tre nuove poesie

YOLGIDEN

Il poeta Selahattin Yolgiden è uno degli ospiti dell’annuario Argo-Confini, che raccoglie poesie e riflessioni di numerosi intellettuali da tutto il mondo sul tema delle separazioni e della migrazione. Il progetto è ancora in fase di crowdfunding (https://www.produzionidalbasso.com/project/argo-confini/) e invito tutte e tutti a sostenerlo! Come anteprima dell’intervento di Yolgiden ho tradotto tre nuove poesie e introdotte da una nota sulla sua attività… ecco il link: http://poesia.argonline.it/selahattin-yolgiden-argo-annuario-poesia-2018/

le altre poesie in italiano di Yolgiden si trovano su questo blog (clicca sul suo nome nella colonna a destra della pagina) e su http://www.atelierpoesia.it/portal/it/poesia-it-mul/poesia-estera-mul/item/355-selahattin-yolgiden

buona lettura e buon crowdfunding!

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