Edip Cansever, Occhi (Gözleri)

Edip Cansever (1928-1986) è stato un esponente di punta del “Secondo Nuovo” (İkinci yeni) della poesia turca, insieme a Turgut Uyar e Cemal Süreya. Il suo stile è a tratti così denso di immagini da ricordare la corrente dei Garip, di qualche decennio anteriore. La sua opera più matura, Yerçekimli Karanfil (“Garofano gravitazionale”, 1957) è tuttora inedita in Italia. Buona lettura!

 
Occhi

 

Sembra che nulla possa risvegliare

Il silenzio dentro di noi

Non una parola, non un suono, nulla

Occhi, portatemi occhi

 

Nient’altro ci unisce,

Foglia tocca foglia,

Così siamo vicini e docili

Mani, portatemi mani

 

Nel nostro tempo l’amore é resistenza

Uniamoci e abbandoniamo le due ombre sole!

 

Gözleri

Sanki hiçbir şey uyaramaz
İçimizdeki sessizliği
Ne söz, ne kelime, ne hiçbir şey
Gözleri getirin gözleri.

Başka değil, anlaşıyoruz böylece
Yaprağın daha bir yaprağa değdiği
O kadar yakın, o kadar uysal
Elleri getirin elleri.

Diyorum, bir şeye karşı koymaktır günümüzde aşk
Birleşip salıverelim iki tek gölgeyi.

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